Credo che Agota Kristof potrebbe benissimo scrivere soggetti per Haneke.
Non ho mai letto niente del genere, fino ad ora. E' semplicemente perfetta. Definita favola nera dove tutto può essere il contrario di tutto. Per la prima volta quello che leggo nel retro del libro è qualcosa di sensato e non un esercizio estetico per mostrare quanto il critico è inventivo. Viene definita una prosa di perfetta, innaturale secchezza, una prosa che ha l'andatura di una marionetta omicida. Ed è vero. Mentre leggevo la mia mente saltava da Dogville a Dostoevskij a Cachè a Funny Games. I personaggi sono doppie esposizioni confuse, che si ripetono negli angoli più nascosti del fotogramma. I fatti sono echi di altri fatti. Il lettore continua a credere a ogni menzogna, finchè alla terza il terreno inizia a franare sotto i piedi. Poi, infine, girando la rotellina, tutto torna perfettamente a fuoco.
Come direbbe il vecchio, se avesse potuto togliere anche una sola virgola l'avrebbe fatto.
Il primo libro che si becca cinque pallini.