venerdì 25 marzo 2011

Mi sembra che tutti parlino una lingua che non capisco. Fra l'altro è anche una metafora idiota. Ma è come se parlassero su un canale nel quale io riesco a ricevere il segnale a sbalzi e quindi mi perdo nel mezzo molto del contenuto e mi sembra solo di capire, ma in realtà non arrivo a cogliere il nocciolo della questione. Usano anche parole fuori luogo, ma che a loro sembrano proprio opportune e questo contribuisce all'idea di elitaria intelligenza diffusa fra di loro. La bambina che si sporge sul tavolo per mescolare le sue fotine stampate 10x12 con assoluta sicurezza, seguendo una logica mentale che non comprendo in nessun modo. Questa attività si chiama editing. Ed è retribuita. Da un po' mi sembra di essere totalmente incapace con una macchina fotografica in mano. Legata, fissata in quelle convenzioni che mi sono auto imposta. Con tutte queste costrizioni non riesco più a scattare niente naturalmente, d'impulso. Non ho più quella spinta a scattare per la voglia di scattare, non ho più quella molla che avevo prima.

venerdì 4 marzo 2011

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Ci sono due cose che mi riempiono di stupore e gioia e mi fanno sgranare gli occhi e fare "Oh!". Una sono le stanze e i corridoi di notte illuminati da un neon che lampeggia intermittente, prossimo al definitivo spegnimento. L'altra sono i tram che di notte passano sopra i fili bagnati di pioggia, mandando mille scintille che cadono sui binari e allora penso "Buon Natale".