giovedì 23 aprile 2009

###

"Posso stare ore a fissare la forma di una nuvola. Posso ascoltare per cento volte la stessa canzone nello stesso giorno senza annoiarmi. Posso provare dei brividi quando passano delle immagini sullo schermo. Posso guardare un colore senza stancarmi e indovinandone la sua psicologia. Posso continuare ad ascoltare una canzone anche se mi fa venire in mente ricordi dolorosi.". G. tacque e tirò un sospiro.
"Ma purtroppo" sentenziò M. "nessuno cerca niente di tutto questo in un curriculum o in un test attitudinale"

martedì 21 aprile 2009

There is a light that never goes out

Come mi ha detto qualcuno, forse a volte mi faccio condizionare/trascinare un po troppo. Mi da noia anche il fatto che associo ogni canzone a una persona. In questo modo mi sono resa molte belle canzoni antipatiche e inascoltabili. Ed è per questo che scelgo la canzone di oggi senza che mi ci veda rispecchiata, ma solo come una canzone che ho conosciuto solo oggi e vorrei aver conosciuto prima e che ha un che di vagamente mancuniano.
La canzone è "There is a light that never goes out" degli Smiths e la dedico a una persona che so che l'adora, confortata dal fatto che io e lei non ci andremo mai a schiantare in un bus a due piani con la sua macchina, visto che, se Dio vuole, non ha neanche la patente.
Questa è per Darjana.


http://www.youtube.com/watch?v=r1-HhH0SuMo&feature=related
Il video è pessimo, però è bello guardare con tenerezza come la gente di vestiva nell'anno in cui sono nata e come era Sanremo a quei tempi.

lunedì 13 aprile 2009

Notturno/Ectoplasmi cagasotto (in collaborazione con Martin)


Vista dalla terrazza


Nek sdegnato

Cavalcavia di Piazza Alberti
Campo Marte




venerdì 10 aprile 2009

After tears comes laughter

Se l'ordine di due parole nel titolo di questa canzone fosse invertito, avrei pure qualcuno a cui dedicarla. La canzone comunque sia mi piace molto.
"After laughter comes tears" di Wendy Rene

martedì 7 aprile 2009

On the road Viterbo-Firenze

Non ha niente a che fare con il viaggiare vedendo il paesaggio dietro a un finestrino, dietro a un parabrezza, dietro a un vetro che funge da finestra e ti fa vedere solo una porzione di quei 360° di paesaggio che ti circondano.
E'sentire il profumo dell'erba, il puzzo del letame, l'odore di legno marcio nel bosco, sentire la pioggia sul viso,avvertire il calore del sole, il freddo in galleria quando manca. 216 chilometri. 6 ore. Infinite pause a bere caffè, mangiare un panino, fare pipì davanti a laghi, rincorrere fagiani, cercare mistici night club, fare milioni di foto, scappare da un temporale che ci sta seguendo.
Spegnere il motore in discesa e lasciarsi scivolare giù dal vento e dalla gravità ascoltando il rumore del vento.











































sabato 4 aprile 2009

venerdì 3 aprile 2009

Binari, treni e brutture dell'epoca moderna in un mattino di nebbia e reumatismi ad Ancona


Trenitalia mi casa.


Inside-out



On repeat

Zio







Il "Monumento ai Rinoceronti", orgoglio e gioia della città di Ancona. Mi piace pensare che in futuro i monumenti saranno intitolati alle specie estinte.
Mostro a due teste semina il panico al porto