martedì 30 settembre 2008

Banlieu 13


Dopo 3 ore di Transnational Cinema ci dicono che ci aspetta pure la visione, obbligatoria, del film(in francese sottotitolato in inglese) di cui tratteremo la prossima settimana. Il film di cui vi racconterò in breve le migliori scene, è Banlieu 13, pessima produzione francese di un film che vorrebbe sembrare uno di quei film d'azione seri e che finisce, invece, per rasentare il ridicolo.
Ma andiamo con calma. 
L'eroe di cotali vicende è Leito, un simil Mandrake che, mi sto ancora chiedendo perchè, troviamo all'inizio del film intento nello svuotare sei panette di cocaina nella vasca da bagno. Terminata l'operazione il Nostro, inseguito da una miriade di imbecilli guidati da un chiattone tatuato si tuffa giù per le scale e si sda in una serie di ordinarie acrobazie: schiantarsi dentro i vetri delle finestre, buttarsi dall'ottavo piano, saltare da un grattacielo all' altro. La seconda scena si ambienta nel covo del Grande Capo, ovvero un segaligno francese che si diletta nel pippare cocaina dietro a una scrivania. Il G.C. è incazzato come una biscia per il fatto che la miriade di decelebrati si è fatta sfuggire il tanto ambito Leito. Democraticamente, anzi, pacificamente, chiede ai suoi scagnozzi se hanno qualche idea su come catturarlo. Nessuno risponde. Dalla pistola del GC partono 4 colpi e i 4 che non hanno saputo rispondere cadono a terra. Il già citato Ciccione Tatuato di cui sopra, sembra invece decisamente più furbetto. Butta lì un' idea geniale: rapire la sorella di Leito. 
Entrano nel supermercato dove Lola (la chiameremo Mandrakia), sta svogliatamente facendo il suo lavoro di cassiera. Entra il CT con i suoi nerboruti uomini e la rapiscono, tra lo sguardo furente del cliente che era già da una ventina di minuti in coda alla cassa. Portata nel covo del GC, Mandrakia viene prima derisa da una massa di sudditi del GC, che non si risparmiano ampie manciate di culo, e successivamente legata alla sedia del cocainomane, dalla quale non si stacca per tutto il film. Ma Leito, che scemo non è, come abbiamo ben capito, sa sempre dove si trova l'amata congiunta e pertanto si reca, (pacificamente anche lui) a riprendersela. Sulla via del ritorno la fine sorellina ha una brillante trovata. Si ferma in mezzo a quelli che l'hanno sbeffeggiata, si sfila le mutandine rosa di pizzo e le fa mangiare a uno di loro.  Segue un breve cammeo dell'eccentrico clichè di spagnolo basetta e pizzetto, che ha una macchina che chiama Pedro che dopo poco verrà crivellata di colpi di pistola fino a farla sembrare la macchina della Pimpa. Ma: COLPO DI SCENA, AMICI!
Durante una delle solite bravate della gang del GC viene fuori che Benito, un personaggio improbabile che indossa una camicia fantasia piuttosto imbarazzante, in realtà non si chiama Benito, ma Daniel ed è niente popodimeno che? Un agente infiltrato (geniale!). Entra in scena Daniel, che potremmo chiamare Mandrake2, ma che per chiarezza chiameremo con il suo nome. Daniel fa piazza pulita in 5 minuti di tutti i criminali e ringrazia i suoi colleghi che l'hanno lasciato nella merda, per l'ottimo tempismo. Daniel viene scelto dunque dalla polizia perchè ritenuto un tipo a posto e adatto alla missione da compiere: diventare complice di Leito. Così viene buttato in un furgoncino, facendo la parte del criminale brutto e puzzolente e cercando di ingraziarsi il Nostro. Ma Leito, ribadiamo il concetto, non è mica un cretino e infatti lo sgama subito e appena si è fatto liberare da Daniel, lo pianta in asso. Il povero Daniel rimane dunque nel quartiere più malfamato della città, appunto Banlieu 13, e per di più con un volante attaccato ai polsi. Ma Daniel non si perde d'animo e si mette sulle tracce di Leito, convinto che diventeranno grandi amici. E così è! I due velini, il biondo e il moro, ben messi e dotati di uno spiccato senso dell'humour intraprendono insieme la loro crociata: riprendere Mandrakia e disinnescare una bomba che spazzerebbe via dalla faccia della terra lo splendido quartiere 13. Ma bomba e sorella sono, guarda caso, nelle mani del GC che però sembra disposto a trattative e che cede dunque per l'ottimo prezzo di 2000o€ da versare su un conto alle Bahamas. Daniel mette mano al portafoglio.
Prima della memorabile scena finale i Nostri Due Eroi devono però affrontare l'ultima difficoltà: Il Superciccione Tatuato, un omone che si muove con fare scarsa agilità e che finisce, ahimè, con un foratino da 10 tonnellate nel viso. E' proprio vero, sono sempre i migliori ad andarsene.
Finalone a sorpresa dove si  scopre che Daniel era stato ben raggirato, mai che ne facesse una buona, e che invece di disinnescare la bomba l'avrebbe attivata.... se non fosse per Leito, che a forza di cazzotti nei denti glielo fa capire.




sabato 27 settembre 2008

Le perle di Laura 2

Riferendosi a un soggetto che per discrezione chiameremo Ser*io, la Nostra si è pronunciata così:

"Quello te fa 'na sorca come 'n girasole"

Coin English

"I don't want to make the Beppe's round"
Non voglio fà er giro de Beppe = Non andiamo in giro casualmente senza una meta precisa, vagando inutilmente

venerdì 26 settembre 2008

Appunti di una giornata

Causa hangover passiamo metà giornata a dormire e l'altra metà a pascar, cazzeggiare inutilmente. Ci trasciniamo solo al Thirsty Scholar a bere un paio di birre e Vivin C con il rotolo di carta igienica sul tavolo per arginare il mio naso in piena. 
Il sorriso riflesso nel vetro dell'autobus.
Quella foto sorridente dalla quale non riesco a staccare gli occhi.
Una chitarra suona i Tool.
Gli occhi socchiusi per il sole.
Giornata adatta per ascoltare i Radiohead.
Just another perfect day. E basta. 

giovedì 25 settembre 2008

Pics from these first two weeks in M'cr

Jon (South Dakota) with too much Porto wine
Me, Pier and Ivo (Portugal)
Pier, me, Claudia and Ivo at the portugueses' place
Freezing at Plattfield park

mercoledì 24 settembre 2008

Canzone del giorno

"Rest my chemistry". Interpol. Da "Our love to admire"
Un pò sempre la solita cosa. Mi ripeto sempre e comunque. Mi vengo a noia da sola. 
Bla bla bla.

Una noiosa buonanotte a voi.

Le perle di Laura

Ho il piacere di inaugurare la prima rubrica di questo spazio. S'intitolerà "Le perle di Laura". Vale veramente la pena di raccogliere qui cotali motteggi provenienti dalla provincia romana.
La prima frase celebre è stata pronunciata all'entrata in cucina, all' indomani della prima notte trascorsa tra le nuove lenzuola di Primark.

"O piumino è n' portento!"

lunedì 22 settembre 2008

Gaelic Football




Sveglia alle 12. Mentre il caffè è sul fuoco ti avvisano che stanno per passare da te a prenderti per andare a vedere la partita. 
La finale di Gaelic Football. Ovvero questo sport insensato di cui gli irlandesi vanno pazzi, perfino più del calcio. A riprova del fatto appena entriamo in questa sala buia notiamo che ci sono solo due piccoli schermi dove in pochi si stanno guardando i primi minuti di Manchester United - Chelsea. Il resto dei presenti, un pubblico molto variegato che raccoglie pure vecchi e bambini, si è già scolato diverse pinte, a giudicare da i bicchieri vuoti, in attesa della finalissima Tyrone vs. Kerry.


Il nostro amico irlandese, Declan, sta per i Tyrone. Questo curioso sport è un misto fra calcio, rugby, e palla a mano. Il tutto consiste in questo. I giocatori, per inciso piuttosto bruttarelli, devono attraversare il campo passandosi la palla per arrivare a buttare la palla aldilà di due pali che sembrano un porta da rugby e totalizzare così un punto. Se riescono invece nella più ardua impresa di centrare la porta da calcio sottostante, totalizzano invece 3 punti. Come si attraversa il campo? Correndo, chiaramente, come nel rugby, evitando di farsi fermare dagli avversari, ma ostacolandosi da soli la strada facendosi rimbalzare la palla fra i piedi ogni 4 passi (obbligatorio). In questa buffa corsa che ha del ridicolo, i giocatori devono inoltre passarsi la palla. Lanciandola? Troppo facile. Possono decidere di lanciarsela davanti in corsa e calciarla, oppure colpendola in una specie di battuta della pallavolo.
Alla fine, "a sorpresa" vincono i Tyrone. Grande festa fra i tifosi e i nemici a suon di musiche irlandesi.

martedì 16 settembre 2008

From Manchèster



Death & Chips
             The view from the window


lunedì 15 settembre 2008

Le ore dell'inutile attesa

Non so come riempire questo paio di ore che mi separa dalla sveglia.
I sorrisi sono veramente quello che ti uccide.
E questo è un post che non piace a nessuno. Neanche a me. Ma devo pur passare il tempo. Mi consigliano l'uncinetto. Mi raccomandano di non accettare caramelle dagli sconosciuti.
Mi sembra di avervi lasciato poco o nulla. Vi ho osservato bene stasera per cogliere ogni vostra sfumatura di sorriso.
Nutritevi di sole.
Senza sole si muore.

Statemi bene.

mercoledì 10 settembre 2008

sabato 6 settembre 2008

Se move, pure!

Torno a casa e mi trovo sul tavolo il seguente oggettino.
Mia madre appare sulla porta.
- Se premi un pulsantino nitrisce pure. Non si sa mai, mentre vaghi nelle foreste di Manchester per la caccia alla volpe ti può essere utile.
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Afterhours: parte dodicesima



Una voce che conosci bene. Della quale indovini ogni nota bassa, alta, quelle volte che la erre diventa un'erre moscia.

Aspettando quella canzone, quella che ti farà fuori il cuore con un coltello da bistecca.

Credo che non capirò mai se Varanasy è davvero il nome di questa località indiana o no. Ma, in fondo, poco importa.

C'è qualcosa che è dentro di me
che è sbagliato e non ha limiti
e c'è qualcosa che è dentro di te
che è sbagliato e ci rende simili.

E Dell'Era si deve sempre far riconoscere.

E questo, davvero, sarà l'ultimo concerto.

giovedì 4 settembre 2008

Senza titolo

Scarso è il conforto che ottengono
quelli che si affliggono
quando i pensieri continuano a vagare
e le pareti continuano a spostarsi
e questo nostro grande mondo azzurro
sembra una casa di foglie

qualche istante prima del vento.

mercoledì 3 settembre 2008

The Gloaming @ Settignano






House of Leaves


Sto leggendo sto libro, "Casa di foglie" di tale Mark Z. Danielewski. Ecco alcuni commenti interessanti che ho trovato a giro e che riassumono bene le mie impressioni.

"Non si capisce mai se tutto è esistito davvero o meno.. a volte non sembra finzione. E' questo la strana sensazione che lascia alla fine. Paradossale e completamente incasinato, lo consiglio vivamente.."

"immenso in tutto.. per l'avanguardia stilistica assolutamente impareggiabile (le distorsioni grafiche sono necessarie a creare questo capolavoro) (...) come qualcuno ha già detto lo si sogna di notte."

"NON HO DORMITO PER SETTE GIORNI E HO AVUTO SOLO INCUBI."

"da consigliare al peggior nemico...ma no..neanche lui lo merita.."

"La struttura principiale è interessante, ma le note e le appendici sono tediose e ostiche da leggere"

"L’idea centrale del libro, un resoconto dettagliato di registrazioni video, è simile a quella di Blair Witch Project, mentre le atmosfere ricordano gli infiniti ma claustrofobici spazi di Lovecraft. In certi momenti mi sembrava davvero di vedere un film amatoriale; le descrizioni della discesa nei sotterranei della casa m’hanno tolto il respiro"

"Sembra una paurosa ricerca sui motivi della paura: il libro è un mattone, è scritto in maniera strana, ha rimandi a volte utili altre volte assurdi, si svolge in luoghi chiusi ma immensi (claustro-agora fobia assieme!) al buio e al freddo. Cerca spiegazioni scientifiche e ti fornisce risposte assurde. il salotto e lo spazio oscuro/ruggente sono uniti da una porta blindata con le chiavi colorate.. "

Ancora non l'ho finito e quindi non so darvi un giudizio definitivo. Comunque sia, stanotte me lo sono sognato. Ho iniziato a vagare per i corridoi di una casa che conosco, finchè i corridoi hanno iniziato ad allungarsi, le stanze a muoversi. Nuove stanze si formavano e mi allontanavo da quelle che erano prima due stanze contigue. La casa diventava labirintica.

Sembrava un pò di essere in quadro di Escher.



Trasferimento

In realtà non lo ho scelto io. Lo ha scelto Muco.
Ci sono una serie di motivazioni per cui chiudo Iolki-Palki.
Uno: bisogna cambiare.
Due: è un pò inceppato. Ogni volta che riesco a postare una foto vado ad accendere un cero a Santa Rosa. E a volte dice più un immagine che mille pipponi.
Tre: questo Blogspot mi sembra la risposta adeguata.

Amen.