lunedì 28 febbraio 2011

Sveglia alle 02.30 con l'esatta coscienza del fatto di vivere tutti in un'enorme sala d'attesa. Aspettando non si sa chi, non si sa cosa. Ma aspettando. C'è chi non riesce a nascondere il nervosismo dell'attesa, chi invece riesce bene a destreggiarsi dando sfoggio di gesti tanto lenti quanto inutili, nell'illusione di dimostrare di essere perfettamente a proprio agio. Prima o poi qualcuno si alzerà - il suo numero chiamato - per fare quello che gli è stato destinato di fare. Gli altri rimarranno seduti.

1 commento:

martin ha detto...

Immagino di essere uno di quelli che non riesce a nascondere il nervosismo...