venerdì 30 ottobre 2009

Moccia, I <3 you

La sinossi segue il travagliato percorso di affermazione di Carolina Bbolla che si trova ad affrontare le dure sfide che la vita ci pone davanti, in modo mai banale e scontato. La nostra eroina è una media ventenne che però afferma di avere 13 anni, con il sogno di diventare un giorno, penzaunpò, una fotografa, contornata dalle due inseparabili amiche: la mora Alis e la rotondetta Clod. Ogni giorno la Nostra è costretta a confrontarsi con i suoi simpaticissimi compagni di classe, dei buzzurri il cui unico obiettivo nella vita è quello di diventare i più famosi su scuolazoo.it, un sito che raccoglie tutte le migliori marachelle scolastiche filmate sul telefonino. La famiglia è una famiglia medio-borghese romana composta da una madre affabile, un nonno amante di Dolcenera e Rihanna, un fratello maggiore, che non si sa perchè è l’unico della famiglia ad avere un accento del sud, con il grande sogno di diventare uno scrittore e una sorella menefreghista che invece riesce benissimo nell’intento di sembrare menefreghista. Carolina è ossessionata dalla sua sessualità e dopo una ricerca infruttuosa del suo punto G, immersa nella vasca da bagno (cerca sotto le piante dei piedi, ma nisba), si decide infine ad andare alla Mondadori per un’attenta ricerca bibliografica. Dopo esser stata un po’ sfottuta dal sornione commesso del reparto, Carolina si mette a girare per il reparto musica. Fra l’altro, nel mese di Settembre il cd preferito di Carolina è “In rainbows” -- brivido lungo la schiena. Mentre girovaga per gli scaffali intravede l’avvenente Massi, ricciolone simil-scamarcio che la fissa. Inutile dirlo, è amore a prima vista. Carolina inizia a contorcersi in una serie di smorfie degne di Joey di Dawson’s Creek. I due si conoscono, escono insieme dal negozio e vanno in un parco. Massi le lascia il suo numero di telefono, e non avendo un pezzo di carta, pensa bene di scriverlo con un pennarello indelebile sulla vetrina di un negozio lasciando la nostra a copiarselo sul cellulare. I due escono al primo appuntamento ufficiale dove Massi la porta su un terrazzo dove le regala un telescopio e una stella, che chiama con il nome della sua bella. Mentre la nostra è ancora in bambola sull’autobus, le rubano il cellulare e quindi non ha più il numero di Massi. Inizia così l’Odissea di Carolina alla ricerca del suo bello. Passano lunghi mesi, dove Carolina non perde però tempo e colleziona pomiciate con una serie di casuali personaggi. Il primo è il suo amico un po’ sfigatello amante della matematica. In visita a un suo compagno di classe che si è fratturato una gamba pensando fosse divertente buttarsi dalla finestra della sua classe al secondo piano, Carolina rimane infatuata dal nordico cugino del fratturato, insegnante di tennis che la rimorchia con uno strabiliante: “Ehi, ma puve tu hai l’evve moscia?”. Iniziano così delle meravigliose lezioni di tennis dove l’aitante tennista la incita a suon di “Bvava, bvava Cavolina!”. Ma è un amore destinato a non durare. Carolina infatti pensa a questo punto di uscire con er fijo der benzinaro sotto casa, per non sembrare una che se la tira, che, come ci dice lei stessa, le sta a batte i pezzi da anni. Questo colorito personaggio è francamente il mio preferito. Le suona il campanello con la scusa de annà a fà du penne, se la carica sulla moto e la porta a conoscere i suoi amici coatti per una bella partita a bowling e un kebab. Benzinaio però non se regola e si fa fare un kebab con un sacco di cipolla e per questo Carolina lo scarica perchè giustamente non può stare con un ragazzo che puzza di cipolla. Nel frattempo Carolina, anche se non sembra, è disperata per la perdita del suo Massi e lo cerca al Qube, dove lui sembra fare il dj. Esce di casa in jeans e maglietta, poi pensa bene di entrare in ascensore e usarlo, manco fosse Sailor Moon, per cambiarsi, lontano da occhi indiscreti, e infilarsi un vestito di paiettes e tacchi a spillo. Ovvio che al Qube non c’è nessun Massi e la nostra rimane molto delusa. Ma lasciamo un attimo la nostra eroina per concentrarci sulla figura del fratello meridionale di Carolina. Siamo a cena in famiglia e il capofamiglia Bbolla inizia a sbraitare senza una ragione a ogni membro della famiglia come un cane rabbioso. Da questo ne emerge un chiaro litigio motivato con il figlio che perciò se ne va via di casa. Trova prima un impiego in una casa editrice, rincorrendo il suo sogno di diventare scrittore. Ma la busta paga è molto misera e allora lascia il lavoro per andare a lavorare in un pub. Dopo qualche mese lo squattrinato fratello invita la sorellina e la madre a visitare la sua nuova casa galleggiante sulle rive del Tevere, arredata all’ultimo grido e con un enorme Mac che troneggia sulla scrivania. Chissà che lavoro faceva di preciso in quel pub. Offre un White Russian alla madre, presenta loro la sua nuova fidanzata, che lavora con lui nel pub e infine annuncia che presto il suo romanzo verrà pubblicato. Di lì a pochi giorni viene smentita la notizia. Di fronte al fallimento, Giovanni decide di inveire contro la sua ragazza, aspirante attrice, dicendole che non diventerà mai nessuno. Lei lo lascia. Infine lui la ritroverà putacaso proprio fuori da casa sua, sul set di Machiavelli, visto che lei ha sfondato come attrice. Ma torniamo alla nostra Carolina, che nel frattempo è in piena crisi ormonale. Dopo aver comprato la rivista “Pornale” e aver sfogliato il libro “Sei vaginale o clitoridea?”, decide infine di rivolgersi alla pluribocciata, ma moltognocca Non-mi-ricordo-come-si-chiama. L’esperta tiene una conferenza a casa di Alis dove chiarisce ogni dubbio delle sue amichette con sfrontata sicurezza, zittendo perfino la pettoruta madre di Alis. Ma in tutto questo c’è il ritorno in scena del nostro amato Massi, che le dedica una canzone in discoteca. E’ di nuovo amore e Massi la porta in un sacco di posti romantici e molto molto speciali. Infine finisce la scuola. Carolina e le sue amiche sono contente come Pasque per essere passate con Buono e per questo vanno a una festa in piscina nella villa di Alis. Per concludere la serata si ritrovano a passeggiare nel parco, romanticamente avvolto nella nebbia, cavalcando dei pony. E’ in questa splendida cornice che ha luogo il romanticissimo dialogo:
Carolina: Ti amo tanto
Massi: Idem. Vorrei fare l’amore.
Carolina: Anche io.
I due passano la notte come previsto. La mattina seguente, una Carolina raggiante va a comprare dei nontiscordardimè di pessimo auspicio per il suo Massi. Lo aspetta seduta su una panchina del parco con tutti i suoi pacchetti e pacchettini e quando intravede la sua figura, si alza per andargli incontro ma .... lui bacia quella zoccola della sua amica Alis, con la quale c’erano stati sguardi di fuoco in un pomeriggio al cinema. Le cascano le braccia e, in sequenza, i nontiscordardimè, la borsa, una bottiglia di Nesquik che si rompe. Ma oramai Carolina è una donna fatta. Sa affrontare le gioie e i dolori della vita e se ne va contenta a proseguire la sua strada, allontanandosi sulla Mercedes decappottabile del fratello verso il mare.
Dato molto poco rassicurante: nella colonna sonora compaiono Justice e “What else is there” dei Royksopp.

5 commenti:

Teo ha detto...

MACHIAVELLI nooo!!

Ivo Pivo ha detto...

...GENIO!

Anonimo ha detto...

Grazie Tullia..

g. ha detto...

Prego miei seguaci. Guardatevelo. Io ero in preda alle convulsioni.

IreneOnnipresenteToscana ha detto...

Applausi!
Per te.
Non per Moccia.